Gli studenti ispanofoni e l’italiano: 5 esempi linguistici.

via ytCropper

Sarà proprio come in questa celebre scena tratta da “Il ciclone”, e cioè che per parlare lo spagnolo basta mettere una “s” a alla fine delle parole e il gioco è fatto? E ancora: è vero che tutte le parole italiane finiscono in “i” e che il nome della pasta italiana è “fettuccini e non “fettuccine”? Ovviamente si tratta di una provocazione, ma su una cosa non ci piove*: nella famiglia delle lingue che provengono dal latino, l’italiano e lo spagnolo sono senza dubbio le sorelle che più si assomigliano e questo ha contribuito a rafforzare certi luoghi comuni sul loro apprendimento: se parli spagnolo, allora sicuramente parlerai benissimo italiano e viceversa. Nella mia esperienza di insegnante di italiano come lingua straniera, devo ammettere che gli ispanofoni  sono tra gli studenti che raggiungono i livelli più alti di italiano, soprattutto in termini di pronuncia e intonazione, complice appunto l’affinità tra le due lingue. Purtroppo però, nella vita non è tutto rose e fiori* e questa somiglianza tra spagnolo e italiano può rivelarsi anche insidiosa* nella corsa alla conquista dell’italiano. In questo post, che nasce dalla mia esperienza  come docente, ho pensato di aiutare tutti gli amici ispanofoni (e non solo) che mi leggeranno, raccogliendo alcune delle più comuni difficoltà che uno studente ispanofono incontra quando impara l’italiano.

PRONUNCIA

In italiano, il gruppo formato da C + i/e suona dolce <ʧ> e corrisponde al gruppo spagnolo formato da CH + i/e; in italiano, invece, la consonante H conferisce* alla C  un suono forte, gutturale, che allora si pronuncerà come una K: chiave infatti si dice kiave. Tutto questo può generare un po’ di confusione negli studenti spagnoli principianti, che tendono a pronunciare “sesta” la parola “cesta” e, sempre per interferenza con la loro lingua madre,  può capitare che scrivano “chao” invece di “ciao”.

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LESSICO

Gli ispanofoni possono contare su alcuni “trucchi” per generare parole in italiano (e viceversa gli italofoni): il suffisso spagnolo -dad, per esempio, in italiano diventa -tà e questo facilita la creazione di molte parole come universi-dad > universi-tà, posibili-dad > possibil-ità, ecc. Questo trucchetto però non vale sempre, ed ecco allora spuntare* parole come “uguaglianza” che in spagnolo si diceigualdad” o “sicurezza”, corrispondente a seguridad”. C’è poi il problema dei falsi amici, ovvero di quelle parole che hanno stessa forma ma significato diverso. E tra lo spagnolo e l’italiano ce ne sono molti di questi amici! Il più famoso è senza dubbio l’aggettivo “imbarazzata” che corrisponde allo spagnolo “avergonzada/incomoda” e non ha niente a che vedere con l’ “embarazada” spagnolo, che in italiano si dice “incinta”.  In alcuni casi poi, si confida troppo nella vicinanza tra lingua madre e italiano e si tende a tradurre direttamente da una lingua all’altra, quasi in modo automatico. Una parola che ricorre molto spesso nelle produzioni orali dei miei studenti ispanofoni è “comparazione”, tradotta direttamente dallo spagnolo “comparación. Ora, in italiano la parola “comparazione “esiste ma non viene usata nello stesso modo in cui si usa la corrispondente parola spagnola. In questo caso, infatti, la corretta traduzione in italiano è “paragone”. Navigando su internet, mi sono imbattuta su http://www.learn-italian-online.net/, e ho trovato questo articolo, scritto da Laura. T, http://www.learn-italian-online.net/resources/blog/236-gli-studenti-anglofoni-e-l-italiano.html in cui si parla delle difficoltà degli anglofoni che imparano italiano, e mi ha colpito leggere come anche per loro l’interferenza con l’inglese sia molto forte. Tra l’altro, la parola “comparación” è molto simile all’inglese “comparison”. Curioso! 

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ORDINE DELLE PAROLE

Ci sono alcuni avverbi che sempre creano/creano sempre problemi (???) agli studenti di lingua spagnola. Come avrete capito, il primo caso è “sempre”, avverbio che gli ispanofoni tendono a posizionare prima del verbo mentre l’italiano lo posiziona (praticamente sempre) dopo il verbo. Stessa sorte per “già” e “ancora”.

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PRONOMI

Tra le varie forme pronominali, scelgo“LI” e “GLI”, due parole così corte, così simili ma così diverse nel loro uso! Gli studenti ispanofoni sovente* tendono a confonderli l’uno con l’altro. Vediamo qualche esempio.“Chi compra gli spaghetti? LI compro io”: LI sostituisce “spaghetti” e risponde alla domanda CHI/CHE COSA; “Per il suo compleanno porto a Marco una bottiglia di vino. Tu cosa GLI porti? In questo caso, GLI significa “ a lui” e sostituisce “a Marco”.

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VERBI

Ho deciso, tra tutti quelli che potevo scegliere, di concludere con un tema che farebbe rabbrividire anche il professore di italiano più esperto: il passato prossimo. Il pretérito perfecto è il corrispettivo spagnolo, e si forma con il participio passato del verbo principale + il presente del verbo ausiliare HABER. In italiano, invece, il passato prossimo si avvale* di due verbi ausiliari: ESSERE e AVERE. Dunque, per quanto i due tempi verbali seguano lo stesso procedimento di costruzione, purtroppo non sempre è possibile applicarlo: si vedano queste due frasi “Oggi ho mangiato una pizza” ma anche  “Ieri sera sono andato/a in pizzeria”. Nella prima si usa il presente di “avere” mentre nella seconda si usa “essere”. Quanti di voi sanno quando si usa l’uno e quando l’altro? Aspetto le vostre risposte nei commenti qua sotto!

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 Glossario

non ci piove (> pioverci) = non ci sono dubbi (> non esserci dubbi).

(non) essere (tutto) rose e fiori = espressione che significa una situazione particolarmente felice.

spuntare= apparire, venir fuori.

insidioso = che presenta inganni o pericoli che difficilmente si possono evitare.   

conferire = dare, assegnare, attribuire, spec. con atto formale (anche + a ); aggiungere come nota caratteristica.

sovente = spesso

si avvale (> avvalersi) = usare, servirsi di qualcosa/qualcuno.

2 thoughts on “Gli studenti ispanofoni e l’italiano: 5 esempi linguistici.

  1. Abel Adrian Ramirez Aguirre

    moto grazie per vostra aiuta, io sto imparando la sua lingua fra due mesi e sto molto contento con la sua pubblicazioni , te mando un abbracione.

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